Probabilmente non diventerà mai Sir, ma Don Fabio adesso è il boss. Colui che ha portato aria nuova, regole ferree e tanto, tanto carisma. E 90.000 persone a Wembley: impresa non semplice dopo la tragedia calcistica della mancata qualificazione ai campionati europei. Eppure don Fabio ce l’ha fatta: personificazione dell’auctoritas nell’accezione latina, con lo sguardo di ghiaccio e la mascella dura.
I cambiamenti si fanno a piccoli passi: come quelli dei calciatori inglesi, nervosi, imprecisi e con il freno a mano tirato, almeno nel primo tempo. Qualche accenno di fischi, poi la rete di Jenas, rinvigorito dalla cura Juande Ramos al Tottenham, quasi una liberazione per i “Three Lions”, alla ricerca di certezze. Certezze che ancora non arrivano dalla difesa, tradizionale tallone d’Achille dell’Inghilterra: Asley Cole e West Brown non hanno certamente brillato, Rio Ferdinand deve evitare le amnesie che possono costare care: allora spazio per Upson, centrale del West Ham, lontano dalla Nazionale da circa tre anni.
Le buone indicazioni arrivano dalle fasce: Bentley è il giovane che si candida per essere il nuovo Beckham. Ok anche Wright-Phillips, capace di entrare subito in partita,m e Jo Cole, straripante ed a volte imprendibile sulla sinistra. Anche Wayne Rooney si è fatto sentire, soprattutto quando non è stato impiegato come prima ed unica punta. La scelta di Gerrard capitano è significativa: rappresenta ciò che il “boss” pretende dai suoi, in campo e fuori. Un altro elemento inedito è lo schema: quel 4-1-4-1 che tanto si sta diffondendo in Europa, e che Fabio Capello conta di perfezionare e riproporre. E’ solo una delle tante novità del “boss”: con lui le cosiddette scelte mediatiche non esisteranno più.
La stampa spinge perché Beckham possa disputare la centesima presenza in nazionale? Beckham non viene neanche convocato. La stampa spinge perché giochi Michael Owen, sempre titolare negli ultimi otto anni con all’attivo 40 reti in 88 presenze? Owen resta in panchina: ovviamente i giornali se ne accorgono, come dimostra il “Guardian” o “Independent” ma non ne fanno un dramma. Perché se negli ultimi tempi si è sentita l’assenza di un leader, forse adesso lo si è trovato, ed è “on the bench” a dare istruzioni, con quell’inglese “work in progress”, ma con la voglia di stupire ancora, come sempre nella sua carriera. Don Fabio ha le idee chiare e gli inglesi sembrano averlo capito.
